Le aziende italiane che utilizzano per il loro lavoro strumenti di intelligenza artificiale (chatbot, assistenti generativi, software di analisi o piattaforme automatizzate) hanno un obbligo di formazione attivo dal 2 febbraio 2025. Non è una raccomandazione. È un requisito del Regolamento UE 2024/1689, noto come AI Act, il primo protocollo normativo europeo sull’intelligenza artificiale.
In questo articolo spieghiamo cosa prevede esattamente la legge, a chi si rivolge, cosa è cambiato con il Digital Omnibus del 2026 e come le aziende possono adempiere concretamente ed in modo semplice con un corso online accessibile da qualsiasi dispositivo.
Il Regolamento UE 2024/1689 (AI Act) è entrato in vigore il 1° agosto 2024. L’articolo 4, dedicato all’alfabetizzazione in materia di intelligenza artificiale, si applica dal 2 febbraio 2025.
Il testo impone a fornitori e deployer (chi produce e chi utilizza sistemi di intelligenza artificiale) di adottare misure per garantire che il proprio personale possegga un livello adeguato di competenze per questi sistemi.
“I fornitori e i deployer dei sistemi di IA adottano misure per garantire nella misura del possibile un livello sufficiente di alfabetizzazione in materia di IA del loro personale nonché di qualsiasi altra persona che si occupa del funzionamento e dell’utilizzo dei sistemi di IA per loro conto.”
— Regolamento UE 2024/1689, Art. 4 — testo originario, EUR-Lex
La norma non riguarda solo le grandi aziende tecnologiche. Come chiarisce AIPIA (Associazione Italiana Professionisti dell’Intelligenza Artificiale), l’obbligo è trasversale: riguarda lo studio legale che usa un assistente AI, la picola azienda che adotta un software gestionale con funzioni predittive, l’agenzia che genera contenuti automatizzati, il comune con un chatbot per i cittadini.
In termini pratici, deployer è qualsiasi azienda o professionista che utilizza un sistema di intelligenza artificiale nell’ambito della propria attività, anche se non lo ha sviluppato. Se usi ChatGPT, Copilot, Claude, Gemini, un chatbot sul tuo sito web oppure un software AI per analizzare dati, sei un deployer e l’obbligo si applica a te.
Il Regolamento UE 2026/1744 (Digital Omnibus), entrato in vigore il 27 luglio 2026, ha modificato la formulazione dell’Art. 4. È un aggiornamento che molti stanno fraintendendo, quindi vale la pena chiarirlo con precisione.
Nella versione aggiornata, l’obbligo passa da “garantire un livello sufficiente” ad “adottare misure volte a sostenere lo sviluppo dell’alfabetizzazione”. Il testo precisa inoltre che l’obbligo non impone di garantire un livello specifico per alcuna persona.
Come analizza il Prof. Avv. Michele Iaselli su Format Srl, si tratta del passaggio da un obbligo di risultato ad un obbligo di mezzi. In pratica:
Chi legge la modifica come un alleggerimento, e pensa che se ne possa fare a meno, commette un errore. Il registro della formazione e gli attestati rimangono l’unica prova concreta esibibile davanti ad un’autorità di controllo.
Il sistema sanzionatorio è articolato su due livelli:
Inoltre, il decreto legislativo approvato dal Consiglio dei ministri il 4 agosto 2026 introduce un futuro Art. 437-bis del codice penale che punirà l’omessa adozione di misure di sorveglianza umana adeguate per sistemi AI ad alto rischio. La formazione del personale è esattamente il presupposto perché quella sorveglianza sia reale e non soltanto formale.
Un errore frequente è ridurre la formazione a “saper utilizzare ChatGPT”. L’Art. 3 dell’AI Act definisce l’alfabetizzazione come l’insieme di competenze, conoscenze e comprensione che consentono di effettuare un utilizzo informato dell’AI e di acquisire consapevolezza di opportunità, rischi e possibili danni.
In termini operativi, un dipendente adeguatamente formato deve saper:
La formazione deve essere proporzionata al ruolo: un addetto operativo ha bisogni diversi da un responsabile tecnico o da un dirigente. Il regolamento lo riconosce esplicitamente.
PinguyWeb ha sviluppato PinguyAcademy, una piattaforma di e-learning 100% italiana, progettata specificamente per aiutare le aziende a documentare l’adempimento dell’Art. 4 AI Act in modo semplice, rapido e verificabile.
I corsi sono accessibili online, da qualsiasi dispositivo, senza bisogno di installare software. Al completamento viene rilasciato un attestato PDF con QR code verificabile, utilizzabile come evidenza del percorso formativo svolto.
| Corso | Durata | Adatto a | Prezzo |
|---|---|---|---|
| AI Act Base | 57 minuti | Dipendenti, operativi, amministrativi | €59/persona |
| AI Act Compliance | 1h 32min | Manager, responsabili, titolari | €139/persona |
Per le aziende che necessitano di formare più persone sono disponibili pacchetti con prezzi progressivi che prevedono fino al 50% di sconto per gruppi numerosi. È possibile richiedere un preventivo personalizzato direttamente dalla piattaforma.
Sì. L’Art. 4 dell’AI Act è orizzontale: si applica a qualsiasi azienda o professionista che utilizza sistemi di intelligenza artificiale nell’ambito della propria attività, indipendentemente dalle dimensioni. La norma prevede però che la formazione sia proporzionata al contesto e al rischio: uno studio di tre persone e una multinazionale hanno esigenze diverse, e la legge lo riconosce.
L’Art. 4 è applicabile dal 2 febbraio 2025. Le autorità di vigilanza sono operative dal 2 agosto 2026. Chi non ha ancora avviato un programma formativo non è diventato conforme per effetto del tempo passato: l’obbligo era già vigente. Avviare la formazione ora permette di costruire un registro datato che dimostra diligenza.
No. Il Reg. UE 2026/1744 ha modificato la natura dell’obbligo, non la sua esistenza. Ha alleggerito la soglia richiesta (da “garantire un livello” a “sostenere lo sviluppo”), ma ha lasciato intatti i destinatari, i criteri di calibrazione e la data di applicazione. La documentazione del percorso formativo, attestati e registro, rimane l’unica prova concreta esibibile.
Il regolamento non richiede un ente certificatore accreditato. La Commissione europea ha chiarito che è sufficiente un registro interno delle formazioni con data, contenuto e partecipanti. L’attestato PDF con QR code verificabile rilasciato da PinguyAcademy costituisce un documento adeguato a documentare l’adempimento.
Dipende dall’organizzazione. La norma prevede che la formazione sia calibrata in base al ruolo, al livello tecnico e al tipo di sistemi AI utilizzati. PinguyAcademy offre due livelli: il corso Base è adatto al personale operativo e amministrativo, il corso Compliance è pensato per manager, responsabili e titolari che prendono decisioni sull’uso dell’AI.
Il corso AI Act Base ha una durata di circa 1 ora, suddivisi in un modulo introduttivo e 4 moduli tematici. Il corso AI Act Compliance richiede circa 1 ora e mezza. Entrambi si seguono in autonomia, senza orari fissi, da qualsiasi dispositivo connesso a internet.
Le aziende che utilizzano intelligenza artificiale hanno un obbligo concreto: documentare che il proprio personale sia stato formato. Non è un adempimento burocratico da rimandare ma una tutela per l’azienda, per i dipendenti e per i clienti.
PinguyAcademy permette di adempiere in modo semplice, completamente online e con il rilascio di un attestato verificabile incluso. I corsi sono progettati da chi installa e gestisce sistemi AI nelle aziende ogni giorno: non teoria astratta, ma formazione concreta e documentabile.
Fonti: Regolamento UE 2024/1689 (AI Act) — EUR-Lex; Regolamento UE 2026/1744 (Digital Omnibus) — EUR-Lex; Prof. Avv. Michele Iaselli, “Articolo 4 AI Act: cosa cambia dopo l’Omnibus UE 2026”, Format Srl, agosto 2026; AIPIA — Associazione Italiana Professionisti dell’Intelligenza Artificiale, “AI Act e Alfabetizzazione AI: l’obbligo dell’art. 4”, agosto 2026.